28 maggio: parliamo di reddito di cittadinanza

Se il REDDITO fosse di CITTADINANZA:
sguardi differenti sul tema del “bioreddito”

Il pensiero femminista ha messo in discussione il contratto sociale che si basa sul paradigma del maschio adulto indipendente. Che indipendente non è, perché dipende, come tutti, da una massa enorme di lavoro informale e invisibile garantito (prevalentemente) dalle donne. Questo punto di vista (siamo tutti/e interdipendenti) interroga in modo radicale gli scopi del lavoro per il mercato, i suoi tempi e i suoi modi, come emerge dall’esperienza delle donne al lavoro.

Da queste premesse guardiamo all’obiettivo del reddito di cittadinanza (nelle sue diverse formulazioni: reddito minimo garantito, di base, di esistenza).

> Alcune donne sono perplesse o contrarie perché temono che spostando l’attenzione politica dal lavoro al reddito, venga azzerato il pensiero e l’esperienza delle donne al lavoro. È già accaduto: arrivano le donne in massa – vedi la scuola – e quella posizione perde valore; è l’ottica della femminilizzazione come indebolimento.

> Alcune/i, tenendo conto della mancanza di servizi di base in Italia, valutano che il reddito minimo non sposti ma anzi aggravi la divisione sessuale del lavoro, segregando in casa le donne più deboli e ricattabili.

> Altre/i invece, come Ina Praetorius, vogliono indirizzare l’obiettivo in senso post-patriarcale: il reddito di base non è la soluzione fatta e finita, ma è un buon obiettivo se mette in grado le donne e gli uomini di rinegoziare i rispettivi desideri e compiti.

> C’è poi chi sente l’urgenza di trovare rimedio al peggioramento delle condizioni di vita, combattere l’impoverimento e la ricattabilità in particolare di ampie fasce di donne, e pensa che sia un utile obiettivo per la redistribuzione del reddito e un’opportunità in più per le giovani generazioni.

> La maggior parte infine è molto curiosa e interessata al tema e desidera dibatterlo e approfondirlo nei suoi vari aspetti per farsene un’opinione.

Dunque invitiamo tutte e tutti
a partecipare alla prossima Agorà per ragionare insieme, mettendo liberamente in relazione
desideri e timori, pensieri ed esperienze.

 

L’AGORÀ DEL LAVORO


per incontrarsi ribellarsi progettare

accade a Milano

lunedì 28 maggio 2012 dalle 18,30 alle 21

Viale D’Annunzio, 15

tram 2 e 14 P.za General Cantore;

3 e 9 P.za 24 Maggio;
metro 2 Sant’Agostino

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2 risposte a 28 maggio: parliamo di reddito di cittadinanza

  1. PAOLA ha detto:

    ciascuno/a porta qualcosa per fare un bello spuntino?18.30/21 tempi bulgari…

  2. mario ha detto:

    dato che nessuno assume,e sopra tutto per i disoccupati con famiglia e figli a carico .come può pretendere lo stato ,che costoro paghino le tasse ? perchè non indagano sul fatto , che sono in quelle condizioni senza reddito,e sicuramente per vivere il lavoro sara in nero! vediamo se ci sara qualcuno che conosce i motivi di questo malessere tutto italiano?

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