PROSSIMO APPUNTAMENTO LUNEDì 28/5/2012

Se il REDDITO fosse di CITTADINANZA:
sguardi differenti sul tema del “bioreddito”

Il pensiero femminista ha messo in discussione il contratto sociale che si basa sul paradigma del maschio adulto indipendente. Che indipendente non è, perché dipende, come tutti, da una massa enorme di lavoro informale e invisibile garantito (prevalentemente) dalle donne. Questo punto di vista (siamo tutti/e interdipendenti) interroga in modo radicale gli scopi del lavoro per il mercato, i suoi tempi e i suoi modi, come emerge dall’esperienza delle donne al lavoro.

Da queste premesse guardiamo all’obiettivo del reddito di cittadinanza (nelle sue diverse formulazioni: reddito minimo garantito, di base, di esistenza).

> Alcune donne sono perplesse o contrarie perché temono che spostando l’attenzione politica dal lavoro al reddito, venga azzerato il pensiero e l’esperienza delle donne al lavoro. È già accaduto: arrivano le donne in massa - vedi la scuola - e quella posizione perde valore; è l’ottica della femminilizzazione come indebolimento.

> Alcune/i, tenendo conto della mancanza di servizi di base in Italia, valutano che il reddito minimo non sposti ma anzi aggravi la divisione sessuale del lavoro, segregando in casa le donne più deboli e ricattabili.

> Altre/i invece, come Ina Praetorius, vogliono indirizzare l’obiettivo in senso post-patriarcale: il reddito di base non è la soluzione fatta e finita, ma è un buon obiettivo se mette in grado le donne e gli uomini di rinegoziare i rispettivi desideri e compiti.

> C’è poi chi sente l’urgenza di trovare rimedio al peggioramento delle condizioni di vita, combattere l’impoverimento e la ricattabilità in particolare di ampie fasce di donne, e pensa che sia un utile obiettivo per la redistribuzione del reddito e un’opportunità in più per le giovani generazioni.

> La maggior parte infine è molto curiosa e interessata al tema e desidera dibatterlo e approfondirlo nei suoi vari aspetti per farsene un’opinione.

Dunque invitiamo tutte e tutti
a partecipare alla prossima Agorà per ragionare insieme, mettendo liberamente in relazione
desideri e timori, pensieri ed esperienze.

L’AGORÀ DEL LAVORO

per incontrarsi  ribellarsi  progettare
accade a Milano

il 28 maggio 2012 dalle 18,30 alle 21

Viale D’Annunzio, 15
tram 2 e 14 P.za General Cantore; 3 e 9 P.za 24 Maggio
metro 2 Sant’Agostino

siete tutte e tutti invitati

Quali gli obiettivi dell’Agorà?

Mettere al centro dello spazio pubblico il lavoro e l’economia, illuminandoli con il punto di vista che nasce dall’esperienza e dal pensiero delle donne.

E cioè: ripensare tutto il lavoro a partire da quell’intreccio imprescindibile di vita e lavoro, produzione e riproduzione, denaro e riconoscimento, autonomia e dipendenza, individualità e relazioni in cui siamo immerse/i.

Quell’intreccio, se condiviso, può diventare per tutti forza su cui fare leva per il cambiamento.

Cerchiamo insieme come. Scommettiamo insieme su quella forza.

Vogliamo far crescere a Milano un luogo autorevole, una piazza pensante che esprima e vada oltre l’indignazione, che dia più forza e visibilità a ognuna/o nei suoi contesti di vita e lavoro, nei suoi desideri ma anche nelle contrattazioni e nei conflitti.

I principali contenuti emersi in ogni incontro verranno via via raccolti e fatti circolare nel blog: un sapere nato insieme, a disposizione di tutte e tutti.

agoradellavoro.wordpress.com