La gratificazione dell’eccellenza

La gratificazione dell’eccellenza
Sono stata all’ultima Agorà e mi è parso che il modo di parlarsi, inventato dalle donne, prendendo la parola in una circolarità, capace di coniugare libertà di intervenire e crescita di senso, sia divenuta pubblica. A me ha dato la possibilità di nominare e quindi di rafforzare una pratica di valorizzazione dell’eccellenza che vedo intorno a me.
Caterina Gatti, poi ripresa da Luisa Muraro, ha parlato del lavoro pagato con la renumerazione e la gratificazione. Io credo che l’eccedenza e l’eccellenza non siano mai pagabili col solo denaro perché richiedono una spinta creativa e un’esposizione fuori misura, una certa forma di gratuità inaspettata: una volta si diceva “gratis et amore dei”, ora la spinta divina sembra poco riconoscibile. E allora?
Credo che ogni persona possa ripagare l’eccellenza, il di piú che vede e di cui fruisce, con attenzione e parole. E che questo sia necessario per una miglior qualità della vita e delle relazioni.
Vi faccio qualche esempio. Io coordino come volontaria una scuola per donne straniere che ha sede nelle elementari di zona. La Dirigente è una donna che ammiro: lei fa sì che la scuola sia un centro di iniziative sempre utili e di grande originalità, riesce a stimolare la creatività di chi incontra, con lei non si è mai solo un numero o un ruolo. Nelle ultime mail, cosiddette di servizio, ho cominciato a scriverle in modo preciso anche ciò che apprezzavo del suo lavoro. Avevo paura che sembrasse piaggeria, invece le sue risposte mi hanno fatto capire la fatica di sostenere scelte fuori dagli schemi e l’importanza del riconoscimento del loro valore, non col denaro ma con le parole di chi ti sta attorno e sa vedere. Mia madre, quando apprezzava la gentilezza e la grazia di qualche persona, le diceva sempre che era davvero bella. A me sembrava esagerasse, invece, quando le mie alunne mi hanno detto “tu bella maestra” ne ho capito il valore: è un modo per riconoscere qualcosa che ci viene donato gratuitamente e che, come la bellezza, ci illumina e ci dà gioia. Qualcosa che, se vogliamo, possiamo accrescere, grazie alla forza della gratificazione, che tutte e tutti possiamo dare.
Luciana Tavernini

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