A proposito di monumenti, sconfitte e ricostruzioni

Cerchiamo di ascoltarci e di capirci. Credo che nessuna di quelle che hanno raccolto e usato l’espressione “smantellamento del monumento del lavoro” intendesse con ciò manifestare gioia per le “imprese” di Marchionne o per le dichiarazioni di Fornero. Il neoliberismo sta facendo il suo mestiere. E lo fa piuttosto bene.

Il lavoro sta subendo gravi attacchi anche perché manca – da molto tempo – l’espressione di un agire politico forte da parte di chi lavora oggi. O meglio: le soggettività parlano e dicono cose nuove e dirompenti su ciò che vivono, soffrono, desiderano e immaginano sul loro lavoro e la loro vita. Parlano le donne, parla il mondo del lavoro fluttuante e invasivo, parlano voci indignate e dissonanti, realiste e sognatrici. Ma la politica dei partiti e dei sindacati perlopiù arranca e arretra di fronte a questi straordinari sconvolgimenti, scossa nella sua capacità rappresentativa, pietrificata di fronte al nascere di questi soggetti plurali.

Questa è la scommessa del partire da sé e non fermarsi solo a sé. E non si tratta di contrapporvi i dati statistici (utili certo e peraltro spesso assai male utilizzati). Perché solo agendo nella realtà per modificarla, la conosco. È quello che mi piacerebbe facessimo nell’Agorà.

Giordana Masotto

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