Libertà di scelta e diritti per tutti

Partire da sé, interrogare la propria complessa esperienza esistenziale e aprire ad altre/i il comunicabile: questo è per me il forte dato attrattivo dell’AGORA’.
La mia esperienza si è giocata nella ricercata e perseguita distanza dall’edificio garantista novecentesco, nell’uso di equilibri instabili sempre modificati in decenni di lavoro professionale molto autonomo, persino consapevolmente svincolato da qualsiasi fissità nella ricerca della clientela. Ma è un’esperienza fatta anche di forti relazioni politiche, a volte affettive, con persone inserite o desideranti quell’edificio novecentesco per progetti di vita necessitati dal bisogno materiale o mosse dalle attrattive delle relazioni che anche al suo interno trovavano spazio e connettevano.
Sono stata in un equilibrio instabile fuori, agendo come una sorta di buttadentro per chi desiderava o necessitava quelle garanzie.
Vi era quindi una teorica libertà di scelta: squilibrio per avventure individuali più libere e appaganti, equilibrio fisso per chi non se la sentiva di rischiare. Naturalmente la libertà non è mai stata solo nelle nostre mani, ma era condizionata dal contesto sociale, classista, di welfare familiare.
Il lavoro di cura non entrava nell’edificio, era tenuto ai margini esterni, ma non da diritti e contratti, bensì da coercizioni patriarcali “a monte”, da desideri adattativi femminili perfettamente in grado di spuntare le unghie in ogni contesto privato e pubblico.
Il desiderio adattativo e l’unghia spuntata non credo possano trovare vantaggi e possibilità di cambiamenti rivoluzionari nell’inesistenza di diritti e di contratti per tutti, anche per quelli che più o meno spontaneamente li desidererebbero.
Però è vero che anch’io aspiro a una diffusa libertà di scelta, per la ricerca della felicità o almeno della pienezza di relazioni appaganti fra persone liberate dalla divisione sessista e classista del lavoro.
Penso si debba iniziare a progettare un percorso verso la realizzazione dei valori costituzionali di libertà dal bisogno e dignità umana: per ogni abitante di questo paese un reddito di base come trampolino da cui lanciarsi nella ricerca non troppo condizionata della propria idea di felicità.

Maria Grazia Campari

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