Le giovani mamme, il doppio sì e la forza femminile

Questa settima “agorà delle mamme” (di papà neanche l’ombra) per me è stato un incontro bello, intenso, con parole nitide che hanno intrecciato perfettamente emozioni e politica. Maria ha avviato il dibattito: la flessibilità o riduzione dell’orario (che non deve tradursi in emarginazione) rende possibile il doppio sì, il desiderio di esserci nel lavoro e nella maternità. Un mutamento di visuale che significa più condivisione e più trasparenza nel lavoro per tutti senza fare a gara a chi sta più ore in ufficio e senza più identificare la professionalità con l’assoluta fedeltà all’azienda. Un’esigenza che va estesa, toccando il problema della rappresentanza…

La parola è passata alle giovani mamme, intervenute numerose, che hanno raccontato storie coinvolgenti senza alcuna ideologia, con molte possibili variabili: condizioni economiche differenti, presenza di compagni solidali o al contrario incapaci di condivisione, aziende e capi insensibili (con regole sempre più ostili alle donne) oppure luoghi resi più “vivibili” dall’immissione di personale femminile. E soprattutto tanti modi diversi di essere madri. Come Annalisa (un bimbo di 2 anni e mezzo) per la quale 8 ore lontane dal figlio erano una “montagna” che la schiacciava, e così “ha sacrificato” il posto di lavoro, accettando di sentirsi “socialmente poco significativa”. Oppure come Giorgia (due bimbi di 8 e 10 anni) che invece ha scelto il tempo pieno pur di non sentire “solo lei” tutto il peso pratico ed emotivo del doppio ruolo (“il disagio maggiore era concertare con mio marito un’esperienza alla pari”).

Dilemmi, contraddizioni che lasciano pur sempre scoperto il nodo di un modo di lavorare assurdo per tutti, fatto di regole obsolete e di cartellini da timbrare senza tenere conto dei risultati che non sempre (anzi quasi mai) coincidono con la quantità di ore passate in ufficio (un male molto italiano…). Emblematica, in questo senso, la storia di Marta che lavora in una piccola casa editrice come partita Iva e viene pagata meno rispetto al compenso di un redattore perché ha il “privilegio” della flessibilità, potendo entrare più tardi per accompagnare la bambina all’asilo nido e potendo lavorare da casa qualche giorno alla settimana se la bambina è malata. Il carico di lavoro però è commisurato a un “tempo pieno” e spesso Marta si porta a casa le bozze da correggere. Alla richiesta di aumentare il compenso, l’azienda ha risposto: “Teniamo molto alla tua professionalità, ma…” Muro di gomma.

Le contrattazioni singole possono anche funzionare, come racconta una giovane psicoterapeuta che è riuscita a negoziare gli orari (“il doppio sì significa capire che cosa desideriamo davvero nei due ambiti”), o come Sara, ricercatrice oncologa che di sì ne ha detti addirittura 3: al lavoro, dove ha ottenuto un orario flessibile, alla maternità (“il mio essere altrove ha permesso al mio compagno di scoprire con nostra figlia una dimensione di paternità gioiosa”) e alla politica (“la narrazione non basta, ma molte donne della mia età hanno scarsa fiducia di poter rendere politica la loro esperienza”).

E se Monica, bancaria, descrive un netto peggioramento delle condizioni di lavoro (“il nostro 18 per cento di part time, quasi tutto femminile, ha l’obbligo assurdo di fare gli intervalli”), Vanna che lavora a Trenitalia sottolinea come l’entrata in massa delle donne negli ultimi 10 anni (“appena ottengono il tempo indeterminato, fanno figli…”) abbia contribuito ad agevolare le contrattazioni individuali che rendono possibile il doppio sì.

Dice Luisa, le contrattazioni sono singole, ma dietro deve esserci la forza femminile, ovvero una politica culturale che infonda questo sentimento. “Con tutta la forza necessaria”, come s’intitola l’ultimo numero di via Dogana.

Ma c’è anche l’esperienza di Silvia, 2 figli e 51 anni, in Cassa integrazione straordinaria dopo lo smantellamento di Irisbus, che fa notare una delle tante piccole discriminazioni subite dalle donne, che hanno più difficoltà di accesso al premio di produzione (alle ore conteggiate vengono tolti i permessi). Ma perché – si chiede – così pochi uomini usufruiscono del permesso di paternità? Precarietà infinita denunciata anche da una giovane giornalista, mamma di una bambina, che di fronte alla crisi di giornali ed editoria confessa: non potrei mai permettermi un part time, visto che già il full time è pagato così male…

“Non è il part time la soluzione”, insiste Lia. Le donne sono solo la punta di diamante, il problema è sovvertire l’organizzazione del lavoro. “Ma siamo sicuri che ai figli faccia bene tutta questa dedizione delle madri?” si chiede invece Lea, che ribadisce come il doppio sì non deve essere solo legato alla maternità, ma alla vita.

E per finire, ecco il dato significativo riferito da Anna: sulle 3 mila donne, dai 20 ai 40 anni, che hanno risposto al questionario “Madre non madre” quasi 1 su 2, tra quelle che hanno avuto un figlio, o ha lasciato il lavoro, o l’ha cambiato, o ha cambiato drasticamente l’orario (dato divergente da quel 18 per cento di donne che secondo l’Istat lascia il lavoro nel primo anni di vita del bambino). E metà delle madri ammette di aver incontrato grossi problemi rientrando al lavoro, aggiunge Marina che sottolinea la schizofrenia fra la forza delle donne e un mercato dagli spazi sempre più ristretti. Creiamo forza femminile sì, concludono Maria Grazia e Sandra, ma ricostruiamo anche una nuova forma di rappresentanza politica e cerchiamo uno sbocco a livello istituzionale.

Giovanna Pezzuoli

Questa voce è stata pubblicata in report incontri e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...