L’Agorà come soggetto di negoziazione

Ci siamo date appuntamento il 27 febbraio per l’ottava Agorà del lavoro con un programma abbastanza ricco: negoziare una diversa organizzazione del lavoro, cercare tempi e metodi diversi da quegli attuali, parlando di valutazione e di riconoscimento del lavoro e anche un modo di rapportarsi con capi e cape, colleghi, dipendenti, sindacalisti, responsabili delle risorse umane dei due sessi, con nuovi codici di comportamento per migliorare le relazioni stesse e quindi negoziare in modo più efficace!

La nostra fantasia, andando all’Agorà, ci spingeva a pensare che ne saremmo uscite con indicate le strade, i passi e i mattoncini per costruire quell’obiettivo. Non è stato così. Dopo l’introduzione di Anna Maria Ponzellini, che poneva la domanda “che cosa significa negoziare”, vari interventi hanno deviato il discorso, ma la parola negoziazione ritornava.

Poi Lia Cigarini ha parlato dell’Agorà come “soggetto di negoziazione”. È stato allora che noi e altre abbiamo capito, forse per la prima volta, a cosa serve l’Agorà. Pensiamo che ci sia molto da riflettere su questo punto e sull’ultima Agorà. Lia chiede: come mai non si è pensato all’Agorà come strumento di negoziazione?

L’Agorà è stata pensata come luogo che condensa la forza delle donne e il sapere sul lavoro.

Siamo qui per dare forza ai desideri e per cambiare l’organizzazione del lavoro che vuole che le donne rinuncino a pezzi della loro esperienza. E infatti il 60% delle donne manager all’apice della carriera non ha figli.

L’Agorà è proprio il luogo dell’individuale e del collettivo.

L’Agorà è il soggetto politico che contratta.

E ha poi spiegato meglio che cosa intende: per contrattare occorrono “le figure dello scambio”.

Le donne hanno carenza di figure dello scambio e così quelle che entrano nei sindacati o nei partiti non ce la fanno.

Perciò l’Agorà in questo senso è una figura dello scambio, oltre che un luogo di produzione simbolica, di idee, di spunti, di narrazione. Anche la differenza è una figura dello scambio, la genealogia è una figura dello scambio, perché racconta di lotte che sono andate oltre la rivendicazione maschile.

Pensiamo che sia un nodo importante su cui ragionare per far crescere il progetto Agorà.

Pinuccia Barbieri e Laura Minguzzi

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Una risposta a L’Agorà come soggetto di negoziazione

  1. Donatella Massara ha detto:

    carissime
    vi chiederei di essere più chiare: che cosa vuole dire agorà come soggetto di negoziazione per il quale occorrono le figure dello scambio? che non sarebbero la sindacalista etc? che ci vogliono altre professioni per contrattare sul lavoro? che una va a contrattare come agorà? ma non sarebbe il caso di sciogliere l’enigma?
    Grazie bacioni
    Dona

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