Milano può diventare un giardino?

di Le Giardiniere (tramite Giordana Masotto)
Mi piace far circolare questa iniziativa del gruppo di donne di Milano Le Giardiniere (per saperne di più: http://www.libreriadelledonne.it/_oldsite/news/articoli/circolo190113_castiglioni.htm). L’Agorà si occupa di lavoro, di tutto il lavoro necessario per vivere! e allora il cibo e lo spazio ci riguardano. Sono andata a vedere in Triennale il programma di Expo 2015 e sono rimasta allibita vedendo che da nessuna parte si evidenzia il rapporto donne/cibo: “nutrire il pianeta” e non si parla di donne?
Spero che il prossimo anno l’Agorà abbia l’energia per mettersi in relazione con alcune cose che accadono in città. Quello che dicono Le Giardiniere mi pare interessante. (gm)

Ipotesi per un riuso sostenibile dell’area P.zza d’Armi

“Le cose che ignoriamo sono già in cammino” (E.Dickinson)

Expo 2015 potrebbe essere l’occasione per fare di Milano una transition town ed inserirla nel circuito dei comuni virtuosi per quanto riguarda un bene comune essenziale per la nostra salute: il cibo e le modalità di produrlo e distribuirlo.

Nel sistema economico del mondo occidentale il modo, largamente prevalente, con cui possiamo procurarci cibo è andare al supermercato e comprarlo, spesso ignorando la lunga/lunghissima filiera retrostante e i suoi enormi costi: umani, sociali, ambientali.

Il tema di EXPO: nutrire il pianeta, energia per la vita, diritto di tutti ad un’alimentazione sana, sicura e sufficiente ci ha stimolato ad ipotizzare un progetto di produzione di cibo sano e sicuro, a km. zero, all’interno della città.

A Milano, nella zona 7, tutto ciò potrebbe avvenire, in tempi brevi e a costi ridotti, attraverso il riuso di una vasta area abbandonata da decenni, di proprietà del Ministero della Difesa, e su cui il PGT, nella misura del 50%, prevede la destinazione a verde. Di questo ‘verde’ il nostro progetto ipotizza un utilizzo di carattere agropastorale, insediandovi colture ortifrutticole e allevamenti di animali, dando vita alla produzione di alimenti a filiera diretta, da chi produce a chi consuma.

Un Parco Agro Pastorale Urbano (P.A.P.U.), un sito di EXPO diffusa, all’interno del perimetro urbano, sarebbe il primo esperimento europeo di un reale avvicinamento del mondo produttivo agricolo alla città e ai suoi abitanti e metterebbe a disposizione delle mense di scuole, ospedali, caserme del circondario, nonchè della cittadinanza, prodotti controllati e realizzati con sistemi sostenibili e rispettosi dell’ambiente e della salute dei consumatori.

Il progetto vuole contribuire, attraverso il coinvolgimento delle associazioni e della cittadinanza di zona, anche alla creazione di occupazione, introducendo un circuito virtuoso di trasformazione dei prodotti derivanti dalle colture e dall’allevamento di animali, alla loro commercializzazione e distribuzione.

Un modo concreto per dimostrare che il tema di EXPO è realizzabile innanzitutto attraverso una inversione di tendenza rispetto alla logica di un mercato del cibo fondato attualmente su uno sconsiderato utilizzo delle risorse ambientali, l’arricchimento degli intermediari della filiera, lo sfruttamento incontrollato della manodopera, la enorme lievitazione dei prezzi al consumo.

E’ una proposta al Ministero della Difesa perchè realizzi sulla Piazza d’Armi una inedita ‘missione di pace’, questa volta in Italia, a Milano, in zona 7.

Le Giardinierecon la collaborazione del gruppo Territorio-Ambiente PD z.7 

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